Un lampo che illumina la via
C’era la luna, sapeva di fiele. Sapeva di fiele e Bruckner lo divoravi quanto io mi nutrivo di Kundera.
- Ho desiderato tu fossi un lampo. Qualcosa di illuminante, indolore e onnipotente, che squarcia il cielo lasciando dietro sé i tuoni e che in un attimo si perde nella calma della notte.
- Un lampo?
- Un lampo, poi un gemito, una parola.
- Come lo spieghi il perchè di questa brama?
- Non voglio ferirmi ancora, solo leccarmi. Non voglio dolore, solo piacere.
- Non sono questo.
- No. Sei la ciliegia succosa che mordo quando ho voglia.
- Sono l’amaranto delle tue giornate e porto a te ciò che vuoi.
- Non devi darmi ciò che voglio ma ciò che sei.
- Sono dunque una cartina da seguire affinché tu non ti perda nel tuo viaggio.
- Non voglio più tu sia un lampo, ora voglio tu sia una certezza.
- Dormire ogni notte accanto a te dovrebbe esserlo.
- Prendi quel fiore e portalo a Crono. Che ci lasci quindi il tempo di cui abbiamo bisogno.
- Non basta una vita.
- Non ne bastano due per stare con te.
- Non sono solo una ciliegia che mordi.
- Sei molto altro, ma per ora a stento non te lo dico.