migliorare significa “centrare la tazza”.
Il male che ho dentro
Vorrei poggiare ora la testa alle tue ginocchia. Vorrei farlo mentre mi carezzi i capelli e porgi un fazzoletto a fermare le lacrime. Ho cercato di tenere tutto dentro, di placare la confusione e trovare l’equilibrio. Ho seguito la via del cuore, quella del sentimento più pulito.
Il male sta dentro, il male sta lì.
Quello che non posso dire e quello che non riesco a realizzare.
Quello che da me non se ne vuole andare.
Quello a cui non credono perchè chiudere gli occhi e additare è sempre meglio. Dedurre e capire a modo proprio, anche.
Il male che ho dentro e che non mi lascia stare.
La cicatrice che ora c’è
Doveva esserci il tempo per noi. Doveva esserci tutto quel che volevamo, fra sogni e realtà. Dovevamo essere noi due con la certezza di non sbagliare ed essere nel giusto. Ora non vedo nulla se non delle stelle cadenti davvero frantumate in mille pezzi che non so raccogliere né aggiustare.
E dirti quanto t’amo è ciò che di più semplice mi viene da fare, e dirti che anche tu hai lasciato una cicatrice sulla mia pelle è quello che di più brutto poteva accadere.
If I fell in love with you, would you promise to be true?
Profumo fra i capelli
Costruisco un fiore e lo tengo fra i capelli.
Giglio profumato, bianco etereo e delicato. Assaporo l’acqua di mare, respiro l’aria dopo un temporale.
Sono al sicuro, mi sento al caldo. Alzo lo sguardo e ti vedo, nulla è mai stato più semplice e amorevole.
Nulla è mai stato più buono e sospirato.
Costruisco un fiore e lo tengo fra i capelli.
Annusa me, che io annuso te.
Io ci sono, sempre.

